Per fortuna faccio il prof
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Materiale linguistico moderno

Dalla Chiesa, Nando

Per fortuna faccio il prof

Abstract: Questo non è un libro di denuncia dei mali dell'università. Non si parla dello Stato che non investe nella ricerca, e nemmeno delle distanze siderali tra impianti, aule, tecnologie didattiche degli atenei italiani d'eccellenza e quelle dei maggiori atenei stranieri. E nemmeno delle borse di studio e degli stipendi, o delle leggi e delle burocrazie. Questo libro è un inno alla bellezza dell'insegnare e del vivere in università. Racconta il piacere delle sfide culturali, la meraviglia dell'incontro con le generazioni più giovani, la scoperta di realtà e sentimenti sempre nuovi, la ricchezza nascosta dei percorsi collettivi. Narra la fortuna di vedersi affidate dal destino giovani vite in cerca di senso e di diventarne parte. Spiega che la cultura scientifica può farsi cultura civile e propagarsi, a un certo punto, come incendio nella prateria.


Titolo e contributi: Per fortuna faccio il prof / Nando Dalla Chiesa

Pubblicazione: Firenze [etc.] : Bompiani, 2018

Descrizione fisica: 236 p. ; 21 cm

Serie: Overlook

EAN: 9788845296680

Data:2018

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Nomi: (Autore)

Soggetti:

Classi: 378.1

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2018
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: saggi

Sono presenti 2 copie, di cui 1 in prestito.

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"Un paese senza mafia è un meraviglioso orizzonte. Come la libertà o la giustizia o la democrazia. Utopie senza aggettivi. La mafia può però essere ridotta, arginata. Questo, sì, sta negli scenari a noi possibili. Perciò ricordo spesso in pubblico che quando lo Stato fa lo Stato e la società civile fa la società civile non ce n'è per nessuno. I corleonesi potentissimi che sognarono di mettere in ginocchio lo Stato? Tutti in carcere. I casalesi che ambirono ad essere "sistema", mondo totale? Anch'essi tutti in galera, qualcuno di loro preso materialmente in fuga nelle fogne. Pronti a grappoli a collaborare con lo Stato vincitore. Un po' maschere tragiche, un po' macchiette sanguinarie. Sarà così anche per "quelli di Platì" e "di Rosarno" o "di San Luca", non ho dubbi. Nonostante le indulgenze dispensate ai piani alti della giustizia o le amicizie sparse in ogni dove a protezione. Nonostante l'esercito dei "messi a libro paga", a volte con la divisa addosso. Ma perchè questa lotta si sviluppi e si affermi in tutto il territorio nazionale occorre che nasca la coscienza della gravità immensa del problema, condizione ed effetto della sua conoscenza. Ecco dunque alla questione decisiva: la conoscenza esatta del fenomeno mafioso e delle sue dimensioni e caratteristiche, delle sue forme e conseguenze sociali. Occorre che si impongano la voglia e la capacità di "riconoscerlo". Di alzare la capacità di studio e di analisi, senza accontentarsi mai. Senza transigere. [...] Da una lunghissima esperienza costellata di fatti e di pensieri inquieti è nata dunque la convinzione che la criminalità organizzata dovesse diventare finalmente materia di studio per l'università. E che il suo insegnamento dovesse poi produrre altri insegnamenti,sempre più specializzati, anche sul versante della prevenzione e dell'educazione. E inoltre i laboratori e centri di ricerca e riviste. Salendo sempre più su, fino al curriculum di laurea magistrale o al dottorato di ricerca. Perchè questa conoscenza potesse poi rovesciarsi nel tessuto sociale e irrorare le amministrazioni, le professioni, anche l'arte."
Semplicemente da leggere ed esserne orgogliosi di tutto quello che si è fatto e che si continuerà a fare!

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