Fai bei sogni
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Libri Moderni

Gramellini, Massimo

Fai bei sogni

Abstract: "Fai bei sogni" è la storia di un segreto celato in una busta per quarant'anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. "Fai bei sogni" è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. "Fai bei sogni" è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l'inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell'amore e di un'esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.


Titolo e contributi: Fai bei sogni : romanzo / di Massimo Gramellini

Pubblicazione: Milano : Longanesi, 2012

Descrizione fisica: 209 p. ; 21 cm.

ISBN: 9788830429154

EAN: 9788830429154

Data:2012

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: La gaja scienza ; 1037

Nomi: (Autore) (Editore)

Soggetti:

Classi: 853.92 Narrativa italiana. 2000- (22)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2012
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 83 copie, di cui 1 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
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Montecchia N 853 GRA 84-12311 Su scaffale Disponibile
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Caldiero N 853.92 GRA 4-13735 Su scaffale Disponibile
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Belfiore
  • Nota relativa all'esemplare: 8. ed., stampa 2001
853 GRA
BEL-8411 Su scaffale Disponibile
Arcole
  • Nota relativa all'esemplare: Dono da biblioteca del Sistema Bibliotecario Provincia di VR (SBPvr).-
N 853 GRA
19-7894 Su scaffale Disponibile
Pastrengo 853.92 GRA 102-9772 Su scaffale Disponibile
Terrazzo 853 gra 60-7157 Su scaffale Disponibile
Castagnaro A 853 GRA 86-5216 Su scaffale Disponibile
Bonavigo 853 GRA 91-3931 Su scaffale Disponibile
Ronco all'Adige NI Q2 RON-9967 Su scaffale Disponibile
Ronco all'Adige NI Q2 RON-10146 Su scaffale Disponibile
Villafranca 853.92 GRA 11-53777 Su scaffale Disponibile
Dossobuono DOS 853.92 GRA 11-47871 Su scaffale Prestito locale
Lazise 853 GRAM LAZ-217 Su scaffale Disponibile
Valdadige Brentino Rivalta B-853 GRAM VAL-1921 Su scaffale Disponibile
Sommacampagna CUSTOZA 853.9 GRA 23-44920 Su scaffale Disponibile
Roverchiara MAGAZZINO (ARCHIVIO) NI GRA ROV-5646 Su scaffale Disponibile
Erbezzo NI GRA 0164-348 Su scaffale Disponibile
Villa Bartolomea A 853.92 GRA =GRA= I6 103-101484 Su scaffale Disponibile
Affi AFFI 853 / 691 NARRATIVA ITALIANA 144-8626 Su scaffale Disponibile
Zevio
  • Nota relativa all'esemplare: 4. rist., 1994
853 GRA
54-16357 Su scaffale Disponibile
Belfiore 853 GRA BEL-16202 Su scaffale Disponibile
Caprino Veronese NAI-1312 143-20010 Su scaffale Disponibile
Isola Rizza N GRA 68-7459 Su scaffale Disponibile
Valdadige Dolcè Volargne 853 GRAM VAD-1795 Su scaffale Disponibile
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S. Giovanni Ilarione N GRAM 98-9178 Su scaffale Disponibile
Negrar di Valpolicella NI 853 GRA 53-23719 Su scaffale Disponibile
853.92 GRA RIV-2031 Su scaffale Non disponibile
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Ultime recensioni inserite

E' stato il primo libro che mi ha fatto piangere ..... non è mai successo prima. L'ho letto in un pomeriggio e riletto il giorno dopo. Per me è BELLISSIMO.

La storia, vera, di questo noto giornalista, alle prese con il fantasma della madre e i dolori del suo passato oltre che con il rapporto irrisolto con il padre (che alla fine del libro esce vincente per l'enorme sacrificio compiuto verso il figlio).
Scorrevole la storia, anche se, come ben dice Maria Stella in un'altra recensione, forse servivano anche meno di duecento pagine per descrivere il sentimento di un bimbo che si è visto privare della madre.
Opera di successo per il tam tam mediatico, più che per la storia in sè... da leggere certo, ma ci sono molti libri sugli scaffali della biblioteca altrettanto, se non di più, interessanti!

Mi ha fatto divertire e commuovere. Leggetelo

Romanzo troppo pubblicizzato. Testo non sempre scorrevole che NON ti appassiona dalla prima pagina. Autobiografia priva di mordente, che lascia poco spazio all'immaginazione. Vicenda semplice a volte banale. Da sconsigliare per coloro che nella lettura cercano un po'
di evasione e spazio per l'immaginazione e la fantasia

Ho terminato "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini. Girovangando ultimamente in biblioteca ho notato che è il libro più richiesto, in cui c'era e c'è una coda pazzesca di prenotazioni, è proprio quello succitato. Ho pensato.. se tutti lo vogliono leggere ci sarà poi un perchè... e una mia cara amica me ne aveva anche parlato bene... beh... mi è piaciuto davvero poco. Lo stile scorrevole e l'incipit molto accattivante mi hanno portato a concluderlo, ma messo via il lettore mi sono fatta un'esame di coscienza. Cosa mi ha lasciato questo libro? Niente. Eppure a me piacciono le storie strappalacrime, le storie di vita difficile, ma sarà forse per il troppo distacco e la troppa depressione contenuta nella storia che mi ha convinto che non è valsa la pena di leggerlo. Non mi ha lasciato nulla, se non qualche bella frase di senso profondo.. ma non è un libro pieno di "aforismi" che lo rende un buon libro... beh, concludendo.. io andrei direttamente in biblioteca e direi a tutti quelli in lista di non agognare la lettura di quel libro. Nonostante il caso letterario, vale la pena accantonarlo (o eliminarlo dalla lista desideri). ^^

una terapia noiosa. scritto bene ma non un best seller

Questa sera Antonio è impegnato in una cena con gli amici, e io approfitto della solitudine per terminare il romanzo di Massimo Gramellini Fai bei sogni, uscito da qualche mese e subito svettato ai primi posti delle vendite. Mi ero riproposta di leggerlo come lettura estiva: d'estate si ha voglia di testi leggeri, magari scritti bene, capaci di suscitare emozioni, e non impegnare troppo il cervello. Dunque, l'estate è arrivata ed eccomi qui a chiudere l'ultima pagina di un racconto lungo, che si legge in poche ore. Scritto benino, anche se a volte un po' troppo semplice per i miei gusti.
La storia è presto detta: un ragazzino di 9 anni rimane orfano della madre, ammalata di cancro, e per tutta la vita dovrà fare i conti con il senso di vuoto che questa perdita gli ha creato. Fino ad oltre i quarant'anni dovrà convivere col proprio personale Belfagor, un mostro pauroso che gli impedisce di "elaborare il lutto" e vivere con intensità la propria vita, accettando un destino che gli ha giocato un brutto tiro ma che gli ha anche fornito tutti gli strumenti per andare avanti.
Due i difetti principali del libro. Uno: la storia è autobiografica. E' la vera storia di Massimo Gramellini, con tanto di personaggi di famiglia, carriera professionale, fidanzate e mogli, nonché la riproduzione dell'articolo del giornale - di cui entra in possesso quarant'anni dopo - in cui si svela la verità sulla morte della donna: che non è morta d'infarto, per gli effetti dell'avanzare della malattia, ma si è suicidata buttandosi dal quinto piano.
Due: la storia è troppo lunga. Non servono duecento pagine per dire quanto un bambino può sentirsi arrabbiato perché non ha più la mamma mentre gli altri bambini ce l'hanno ancora.
Dunque, Gramellini si sarà pure liberato dal peso che gli opprimeva mente e cuore, avrà avuto l'occasione di colpire a morte Belfagor e rinascere a nuova vita, proprio grazie alla scrittura. Ma noi? Noi non avevamo bisogno di essere coinvolti in questa lunghissima terapia. Ci sarebbe invece garbato più un bel racconto di fantasia, incentrato sulla figura di questo bambinetto trasformato in un grumo di risentimento dalla morte della madre, a cui succede qualcosa di bello-brutto-incredibile-interessante, ma capace di far stare in piedi una storia. Chessò, il rapimento da parte degli alieni, l'attacco di un Orso Grizzly, l'avvio della carriera di astronauta. Invece no: c'è solo la realtà di Gramellini a farci compagnia, con il suo lavoretto al giornale, le sue fidanzate, le sue festicciole da nulla.
Scritto bene, è scritto bene. Per carità. Ma d'altronde mica siamo ancora arrivati ad accettare che si scrivano romanzi con le acche sbagliate e gli accenti gravi al posto di quelli acuti. Se i congiuntivi sono a posto e il testo scorre bene, siamo però in piena area "e ci mancherebbe altro": un po' poco per farne un'opera letteraria degna di essere ricordata per saecula saeculorum.
Dunque, un po' troppo successo mediatico, quasi una montagna, per quello che a me appare sostanzialmente un topolino letterario. Insomma, più o meno come guardarsi una fiction in tivvù. Speriamo non ci facciano un film. Ditemi di no, per favore.
Maria Stella Rasetti
(http://www.mariastellarasetti.it/post.php?id_post=183)

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