Erika Marinoni

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La casa in mezzo al mare - Miquel Reina

Questo è uno di quei libri che ti fa venire freddo dall'inizio alla fine. E' un libro molto delicato, ed i coniugi Grapes te li ricorderai anche a storia finita, quando chiudi il libro e sospiri, pensando all'avventura che hanno avuto, a tutto quello che sono riusciti a sopportare e superare. E' anche una storia di dolore, quel dolore profondo che viene dalla perdita di una persona cara e che solo la forza di guardare le cose soto un'altra luce ci può dare la forza di vivere.
Come scritto sulla copertina è proprio vero che "a volte bisogna perdersi per potersi ritrovare"

Lunissanti

Come si può definire un libro che è piaciuto tanto? Ma proprio tanto? Bellissima la copertina, con quel blu del titolo che riprende il blu dell'occhio della bambina riflessa nello specchio. Bellissima la storia con tutte le protagoniste che difficilmente si dimenticheranno, Ada soprattutto.
Un libro che parla d'Amore, ma anche di dolore, di povertà, di superstizioni, di legami famigliari, di storie di paese.
"Perchè l'amore non si poteva spiegare. Non si poteva dire. Non se si avevano dieci anni appena".

L'isola che brucia - Emma Piazza

Un buon giallo dove un omicidio ed i segreti familiari si mescolano e rimescolano fino all'ultima pagina. Il tutto in una Corsica per certi versi magica, per altri malvagia.

L'amore - Maurizio Maggiani

Questo è uno di quei libri che o piace o non piace. A me non è piaciuto fin da subito, ho continuato per un intero capitolo e poi l'ho abbandonato. I protagonisti sono lo sposo e la sposa ed è scritto in terza persona il che rende tutto molto più distaccato, molto più freddo. Lo sposo racconta del suo passato amoroso, ma non c'è sentimento, non c'è nostalgia. Viene raccontato tutto così, come un evento della propria vita capitato e nulla di più.
Dalla trama pensavo meglio invece mi ha deluso totalmente.

Il pianista di Yarmouk - Aeham Ahmad

Il pianista di Yarmouk di Aeham Ahmad.
Questo è uno di quei libri che ti entra dentro e non ti lascia più. Assieme al protagonista ripercorriamo la sua vita, si conoscono usi e costumi totalmente diversi dai nostri, si percorrono con lui strade, vie, piazze, si respirano i colori e profumi di Yarkouk. Poi la guerra, l'assedio, la fame, gli aiuti umanitari che non riescono ad arrivare, i bombardamenti, le macerie, e mentre la vita cambia radicalmente Aeham con il suo piano e la sua musica cerca un modo per andare avanti, e quale modo migliore per portare il suo piano in strada e suonare tra le macerie? Sono bastati una foto, dei video ed involontariamente diventa protagonista e simbolo della resistenza, di chi, nonostante le brutture della guerra vuole rimanere dove è nato. E poi la fuga, il viaggio, quel lunghissimo viaggio che hanno percorso in tanti per arrivare in Europa. Partito da Yarmouk il 4 settembre 2015 Aeham è arrivato a Monaco il 23 settembre 2015. L'odissea di questo viaggio lascia increduli, eppure in molti lo hanno affrontato e nell'immaginario collettivo mai si può arrivare ad immaginare quanto si legge. Grazie alla sua musica, al successo dei video caricati su youtube e a tutta una serie di volontari che lo aiutano, dopo un anno Aeham riesce a far arrivare in Germania anche la sua famiglia. Questo è uno di quei tanti libri di testimonianza, che dovrebbe essere letto nelle scuole, affinchè si aiutino le nuove generazioni, a capire quanto è successo e quanto sta succedendo nella confusione di informazioni più totale.

Un popolo di roccia e vento - Golnaz Hashemzadeh Bonde

Questo è uno di quei libri che parte dal presente per raccontare il passato. I continui flash back però sono alternati talmente bene che non si perde il filo. Nonostante la bella copertina colorata, la storia è un vero pugno allo stomaco e certi passaggi fatichi proprio a digerirli. Gli ingredienti di questo libro ci sono tutti, dalla rabbia, al dolore, dalla passione alla vita, ma la scrittura rende tutto molto freddo, molto distaccato, anche se ho il sospetto che il tutto sia voluto, cioè raccontare la storia così, senza tanti giri di parole. Non posso dire che sia un brutto libro, ma alla fine non ti lascia nulla, se non un senso di amarezza.

Il gioco del suggeritore - di Donato Carrisi

E se non fossimo più capaci di distinguere il mondo reale da quello virtuale? In questo libro Carrisi pone a mio avviso anche un monito o una riflessione su come il virtuale a volte distorca la realtà o di come si possa perdere il controllo di essa. Il finale del tutto aperto lascia poi sperare ad un sequel.
Unica pecca a mio avviso è che ampia talmente tanto il raggio della storia che si ha la sensazione di perdere il filo. Ma forse questa è solo una mia sensazione.

The outsider - Stephen King

Il re è tornato! E alla grande direi! Letto tutto d'un fiato. Bella la storia, i personaggi, la suspance, i colpi di scena che ti fanno sobbalzare dalla sedia, e pure il finale che non delude affatto!

So che un giorno tornerai - Luca Bianchini

Se è vero che i libri a volte si scelgono dalla copertina, io mai avrei acquistato un libro simile! Eppure quando ho visto Luca Bianchini ospite a Forum parlare del suo libro, qualcosa dentro di me si è mosso ed ecco che è scattata la curiosità di leggere questo libro.
Questa è una di quelle poche belle storie che ti tengono incollata alle righe prima e alle pagine dopo e poco importa che sia mezzanotte passata, tu vuoi continuare a leggere per sapere l'evolversi della storia. Tutti i personaggi mi sono piaciuti molto; Angela e Pasquale che con la loro storia d'amore mi hanno fatto penare e sperare; Emma il cui destino sembra voglia farle ripercorrere la stessa storia della madre; tutti i Pipan, famiglia alquanto trampalata di Angela, ma che con la loro semplicità ed allegria danno un tocco in più alla storia.
Poi ci sono Trieste e Bassano del Grappa, così ben descritte che ti viene voglia di visitarle subito! Consiglio questo libro a chi ha voglia di sognare un po'!

Cuore, sopporta - Francesca d'Aloja

Eh già! Perchè a volte, quando la tua vita sembra aver preso una piega del tutto inaspettata, è il cuore quello che deve sopportare tutto e a volte anche più di tutto. Sono tante le domande che si pone Adele, la protagonista del libro e sono così profonde che spesso ti viene da pensare cosa avresti fatto tu al suo posto. Nonostante l'inizio un po' lento, ma che serve per presentare tutti i personaggi, i colpi di scena che si trovano da metà libro in poi ti fanno letteralmente saltare dalla sedia e sono tante le volte che mi sono chiesta cosa avrei fatto io al posto della protagonista. Per nulla scontato questa storia ti fa riflettere su quanto le relazioni umane possano cambiare da un momento all'altro e quanto gli equilibri che da queste relazioni nascono si spezzino. Bellissime poi le parti scritte tra parentesi che ti fanno fare un salto nel futuro. Mi mancherà Adele, mi mancheranno tutte le sue domande, ma se la vita alla fine le ha sorriso, spero che un giorno arrivi a sorridere anche a me

A occhi aperti - Roberto Saviano ... e altri

Beh che dire! Pensavo meglio. Delusa per Saviano che ha riproposto un brano di Gomorra. Il racconto di Vanessa Ambrosecchio mi sembra incompleto. Quello di Cristina Rota è talmente un pugno allo stomaco che l'ho saltato. Piperno non mi piace per cui dopo qualche pagina l'ho mollato. Insomma "le nuove voci della narrativa italiana raccontano la realtà" pensavo meglio, pensavo racconti reali invece alcuni sembrano fantasiosi e incompleti a mio avviso. Bocciato!

R: Favola in bianco e nero - Mauro Corona

"Alle ore 20,11 termino questo quadernino. E' il 16 settembre 2015. Ho scritto una fiaba cattiva sul Natale, perchè il Natale è una festa cattiva dove si scoprono i cattivi che fanno i buoni. Punto. Oggi ancora più che mai, a Natale sbucano i cattivi, gli intolleranti, i razzisti eccetera. Ma anche a Capodanno, Pasqua, nelle feste comandate e nelle quattro stagioni. Tutti i giorni. Questa fiabucola mi ha permesso di esprimere il mio stato d'animo che non interessa a nessuno. Togliermi sassolini dalle scarpe."
Questa non è una fiabucola e nemmeno una fiaba, ma tutta una serie di considerazioni che partono da un evento: la presenza di un Bambin Gesù nero, assieme a quello bianco. E se in Africa questo evento viene accettato, nel resto del mondo no. Ecco allora che l'autore inizia una serie di considerazioni personali che mi sento di condividere.
"Quando la gente del paese si svegliò, quale non fu lo sbalordimento nel constatare che le statuine dei pargoli santi erano stavolta due. Uno di pelle bianca, candida come la neve che copriva il paese, l'altro con la pelle color cioccolato. Entrambi vicini, uno accanto all'altro, sulla paglia magra della vita. Tutti e due con le braccine aperte, pareva si tenessero per mano."

L'uomo che aveva sete

Bellissima la copertina, bella pure la trama, ma peccato che poi ci si perda nei meandri di una storia che si fa fatica a seguire. Manca completamente la descrizione dei personaggi e ti ritrovi di leggere di tizia senza capire chi sia e che rapporto abbia con il protagonista. Arrivi a pag. 68 su 123 e di tutto quello che hai letto non ricordi nulla. Pur di non mollare arrivi a leggere il capitolo finale e poi, senza se e senza ma chiudi il libro e lo metti assieme a quelli da portare alla biblioteca. Peccato!

La ragazza con la bicicletta rossa - Monica Hesse

Ci sono storie e storie, ma quanto si è al primo romanzo e si vuole trattare di un tema che non si è vissuto in prima persona, ecco allora che tutte le informazioni che si reperiscono o tutte le persone alle quali si chiede aiuto diventano di fondamentale importanza per la buona riuscita del libro. Questo più che un romanzo è un giallo, ambientato ad Amsterdam durante l'invasione tedesca. Quello che sapevo lo ricordavo dai libri di storia e questo libro non ha aggiunto nulla di più. La storia di per se non è male, ma i personaggi non ti lasciano nulla. Secondo me la scrittrice non è stata abbastanza brava nel descrivere i sentimenti di tutti i personaggi, che tra l'altro sono ragazzi. Li ho trovati freddi.
"Un'indimenticabile storia di coraggio e amicizia, che ci ricorda quanto grande è il potere dei sogni" si trova scritto sul retro della copertina, ma anche qui faccio veramente fatica ad essere d'accordo. In tutta onestà non mi sento di consigliarlo.

R: Anna - Niccolò Ammaniti

Stomachevole e con Ammaniti io ho chiuso! La storia ricorda un film già visto o un qualcosa di già letto. Siamo nel 2020 e un virus colpisce la popolazione. Passino le descrizioni di odori nauseabondi, passino le descrizioni di cadaveri in decomposizione, ma tra scatarrate gialle, denti neri, pezzi di ossa o membra di cervello arrivi ad un certo punto che ti sale la nausea. Alla fine della prima parte ti chiedi poi che storia sia quella che stai leggendo. Vai avanti a leggere la seconda parte e non è che vada meglio. Ti chiedi dove voglia andare a parare l'autore. Continui nonostante la voglia di mollare e leggi anche la terza e ultima parte dove però rimani con nulla. Una storia più insulsa di questa io non l'ho mai letta!

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