Erika Marinoni

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Fedeltà - Marco Missiroli

Dopo aver letto questo libro confermo la mia teoria. I libri dalla copertina bianca non dicono nulla.
Tante le aspettative, ma anche tanta la delusione di aver letto un libro senza senso. Un lunghissimo valzer lento, dove i due protagonisti dicono e non dicono, vicino a loro altre figure, con le loro storia, che però viene solo accennata e che non ti fa capire granchè!
Dal titolo e dalla trama mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Peccato! Unica magra consolazione averlo preso in biblioteca ed aver risparmiato ben 19 euro!

Sorella - Marco Lodoli

Un libriccino di 100 pagine che si legge in un pomeriggio. Nessun capitolo, solo tante pagine che si susseguono l'una con l'altra, quasi che l'autore avesse voluto raccontare questa storia tutta d'un fiato.
Lei una suora, che racconta la sua vita, entra dentro se stessa per cercare di capire la sua scelta, scelta non dettata dalla "chiamata" come si suol dire, bensì da una frase detta da ragazzina senza nemmeno sapere il vero significato di quella frase "voglio diventare suora". La vita monastica però è fatta di regole, regole ferree che vanno accettate e rispettate, ed anche se dentro il convento la protagonista si sente protetta, spesso si domanda il perchè di tutte quelle regole, di tutto quel rigore, ma soprattutto se la sua scelta sia stata giusta.
Saranno i bambini a portarla a contatto con un mondo che non le piace, quello infantile. Ma sarà soprattutto un bambino, un bambino taciturno, diverso dagli altri bambini, ma che sembra leggerle dentro. Sarà lui a metterla a contatto con il mondo, a non farle rispettare alcuni comandamenti, a spingerla sempre oltre, fino a toccare il fondo. Ma a volte, per capire la vita, bisogna proprio toccare il fondo per poi risalire.
Bellissimo!

La morbidezza degli spigoli - Keith Stuart

Mi è piaciuto subito il bambino della copertina, come pure mi ha incuriosito il titolo del libro. Così l'ho preso, senza nemmeno leggerne la trama e come spesso capita il libro mi è strapiaciuto. Bella la storia, raccontata con una delicatezza ed un amore unico, belli i personaggi, ognuno con a sua volta una storia da raccontare, ed interessante sapere che oltre al nostro mondo, fatto di tante cose che spesso diamo scontate, ce n'è un altro dove i bambini speciali vivono. Sam è autistico e spesso fatica ad interagire con questo nostro mondo frenetico. Sarà un videogame ad aiutarlo a relazionarsi meglio con tutti. Ma non è solo questo. C'è la crisi dei suoi genitori, la sorella giramondo, gli amici del cuore, la fatica dei genitori nel cercare di capire ed aiutare il figlio. Sono certa che in questo libro si riconosceranno tutti i genitori di bambini speciali. Io ho solo entrata in punta di piedi in un mondo che conosco molto poco, ma che immagino sia diverso dal nostro. Per Sam e per tutti i bambini come lui deve essere una fatica enorme cercare di adattarsi, ma ho anche capito che se si è circondati da una famiglia amorosa e da amici che ti accettano per quello che sei, forse certe paure possono essere affrontate, certe crisi di rabbia gestite e forse, con molta fatica si riesce anche a trovare un equilibrio tra i due mondi.
Questa storia non solo mi ha toccato il cuore, ma in alcune parti mi ha commosso pure!

Prima che la notte

Rimango sempre sconcertata quando leggo libri simili. Sconcertata perchè mentre la mia vita negli anni '80 scorreva tra scuola, oratorio e Duran Duran, nel sud si compiva quella che in tanti altri libri viene definita come “mattanza” .
Quello che si legge in questo libro è il racconto del prima e del dopo visto da due punti di vista. Quello del figlio e quello di un collaboratore. Ne esce un quadro di un uomo di un certo carisma, che non si è fatto certo mettere i piedi in testa, mosso da un profondo senso del lavoro e da un amore immenso per la sua terra. Ma si sa, che quando si scrive di certe cose, quando si toccano certi argomenti, purtroppo la mafia non se ne sta certo zitta ed il vuoto creato dopo il suo assassinio si sente tutto, ti entra dentro, come pure il rammarico di non essere riusciti a fare nulla per evitare questo.
“Penso questo, che ricordare i morti in fondo serve a farli conoscere anche a chi non c'era”.
Ed io ringrazio Claudio e Michele per avermi fatto conoscere Giuseppe Fava.

Io Khaled vendo uomini e sono innocente - Francesca Mannocchi

Tante le aspettative su questo libro, ma tantissima la delusione nel leggere un qualcosa che non mi ha preso, non mi è entrato, e non mi ha lasciato nulla.
Ho trovato tutto raccontato in maniera molto confusa. Solo dopo aver letto qualcosa sull'autrice ho capito che forse lei voleva raccontare la Libia prima di Gheddafi e la Libia dopo Gheddafi. Purtroppo però ci sono tanti passaggi temporali tra presente e passato che ho faticato molto a seguire il filo del racconto, che poi secondo me racconto proprio non è. Sembrano a volte, tanti articoli di giornale messi assieme per raccontare qualcosa.
Solo verso la parte finale del libro il racconto diventa più scorrevole, ma nonostante tutto per me rimane un libro brutto!
Unica magra consolazione è aver capito che della situazione in Libia tutti sanno tutto quello che sta succedendo, ma a tutti va bene così! La situazione in Libia non cambierà perchè è più comodo così, sia per i libici che per gli europei!

R: Resto qui - Marco Balzano

Un pezzo di storia che, se non fosse stata raccontata, sarebbe rimasta sconosciuta.
Sotto forma di lettera scritta alla figlia, la protagonista racconta la sua storia che si intreccia con la Storia. Si prova rabbia oggi nel leggere quello che hanno subito gli abitanti di questo paesino al confine tra l'Austria e la Svizzera. Prima i fascisti che li hanno obbligati a parlare italiano, loro che invece parlavano il tedesco; poi lo Stato che li ha espropriati dalle loro case in nome della costruzione di una diga che avrebbe creato energia elettrica. Il paese è stato distrutto e ricostruito un po' più distante da quello storico. Alla fine rimane molta amarezza per queste persone che hanno lottato fino alla fine per vedere garantiti i loro diritti. Diritti che invece sono stati calpestati.
Curton oggi è diventato meta di turismo. In tanti si fanno la foto con alle spalle il campanile sommerso per metà dall'acqua, ma come scrive molto bene l'autore del libro “Si scattano le foto con il campanile della chiesa alle spalle e fanno tutti lo stesso sorriso deficiente. Come se sotto l'acqua non ci fossero le radici dei vecchi larici, le fondamenta delle nostre case, la piazza dove ci radunavamo. Come se la storia non fosse esistita”.

L'ultima volta che siamo stati bambini - Fabio Bartolomei

La seconda guerra mondiale vista e raccontata dagli occhi di 4 amici. Ma non è solo questo, dentro si trova molto di più. C'è l'ingenuità classica dei bambini che alle mancate risposte degli adulti cercano di darsene loro; c'è l'amicizia, quella vera, quella che va oltre alla guerra, quella che non fa distinzioni di genere; c'è l'incoscenza che solo a 10 anni si può avere quando ci si mette in testa di fare un viaggio all'insaputa di tutti; ci sono il freddo, la fame, ma pure la sconfitta di non essere riusciti a portare a termine il viaggio. Raccontato in modo molto delicato, una volta terminato non potrai pensare a questi bambini e all'avventura che hanno avuto nel lontano 1943!

Lo stupore della notte - Piergiorgio Pulixi

Ho sempre sentito parlar bene dell'autore e dei suoi libri, ma mai avrei immaginato di leggere la storia che ho appena finito e che tra l'altro mi è piaciuta tantissimo. Protagonista assoluta è una Milano raccontata come mai nessuno ha pensato di fare, dove antiterrorismo, digos, nocs, cia, islam e chi più ne ha più ne metta sono gli ingredienti di questa storia la cui seconda protagonista è Rosa Lopez. Tanti i colpi di scena, soprattutto quello finale che proprio non ti aspetti. Pian piano tutti i nodi vengono al pettine e tutte le storie vengono chiuse, tranne quella di Rosa che spero continui in un altro libro.

La casa in mezzo al mare - Miquel Reina

Questo è uno di quei libri che ti fa venire freddo dall'inizio alla fine. E' un libro molto delicato, ed i coniugi Grapes te li ricorderai anche a storia finita, quando chiudi il libro e sospiri, pensando all'avventura che hanno avuto, a tutto quello che sono riusciti a sopportare e superare. E' anche una storia di dolore, quel dolore profondo che viene dalla perdita di una persona cara e che solo la forza di guardare le cose soto un'altra luce ci può dare la forza di vivere.
Come scritto sulla copertina è proprio vero che "a volte bisogna perdersi per potersi ritrovare"

Lunissanti

Come si può definire un libro che è piaciuto tanto? Ma proprio tanto? Bellissima la copertina, con quel blu del titolo che riprende il blu dell'occhio della bambina riflessa nello specchio. Bellissima la storia con tutte le protagoniste che difficilmente si dimenticheranno, Ada soprattutto.
Un libro che parla d'Amore, ma anche di dolore, di povertà, di superstizioni, di legami famigliari, di storie di paese.
"Perchè l'amore non si poteva spiegare. Non si poteva dire. Non se si avevano dieci anni appena".

L'isola che brucia - Emma Piazza

Un buon giallo dove un omicidio ed i segreti familiari si mescolano e rimescolano fino all'ultima pagina. Il tutto in una Corsica per certi versi magica, per altri malvagia.

L'amore - Maurizio Maggiani

Questo è uno di quei libri che o piace o non piace. A me non è piaciuto fin da subito, ho continuato per un intero capitolo e poi l'ho abbandonato. I protagonisti sono lo sposo e la sposa ed è scritto in terza persona il che rende tutto molto più distaccato, molto più freddo. Lo sposo racconta del suo passato amoroso, ma non c'è sentimento, non c'è nostalgia. Viene raccontato tutto così, come un evento della propria vita capitato e nulla di più.
Dalla trama pensavo meglio invece mi ha deluso totalmente.

Il pianista di Yarmouk - Aeham Ahmad

Il pianista di Yarmouk di Aeham Ahmad.
Questo è uno di quei libri che ti entra dentro e non ti lascia più. Assieme al protagonista ripercorriamo la sua vita, si conoscono usi e costumi totalmente diversi dai nostri, si percorrono con lui strade, vie, piazze, si respirano i colori e profumi di Yarkouk. Poi la guerra, l'assedio, la fame, gli aiuti umanitari che non riescono ad arrivare, i bombardamenti, le macerie, e mentre la vita cambia radicalmente Aeham con il suo piano e la sua musica cerca un modo per andare avanti, e quale modo migliore per portare il suo piano in strada e suonare tra le macerie? Sono bastati una foto, dei video ed involontariamente diventa protagonista e simbolo della resistenza, di chi, nonostante le brutture della guerra vuole rimanere dove è nato. E poi la fuga, il viaggio, quel lunghissimo viaggio che hanno percorso in tanti per arrivare in Europa. Partito da Yarmouk il 4 settembre 2015 Aeham è arrivato a Monaco il 23 settembre 2015. L'odissea di questo viaggio lascia increduli, eppure in molti lo hanno affrontato e nell'immaginario collettivo mai si può arrivare ad immaginare quanto si legge. Grazie alla sua musica, al successo dei video caricati su youtube e a tutta una serie di volontari che lo aiutano, dopo un anno Aeham riesce a far arrivare in Germania anche la sua famiglia. Questo è uno di quei tanti libri di testimonianza, che dovrebbe essere letto nelle scuole, affinchè si aiutino le nuove generazioni, a capire quanto è successo e quanto sta succedendo nella confusione di informazioni più totale.

Un popolo di roccia e vento - Golnaz Hashemzadeh Bonde

Questo è uno di quei libri che parte dal presente per raccontare il passato. I continui flash back però sono alternati talmente bene che non si perde il filo. Nonostante la bella copertina colorata, la storia è un vero pugno allo stomaco e certi passaggi fatichi proprio a digerirli. Gli ingredienti di questo libro ci sono tutti, dalla rabbia, al dolore, dalla passione alla vita, ma la scrittura rende tutto molto freddo, molto distaccato, anche se ho il sospetto che il tutto sia voluto, cioè raccontare la storia così, senza tanti giri di parole. Non posso dire che sia un brutto libro, ma alla fine non ti lascia nulla, se non un senso di amarezza.

Il gioco del suggeritore - di Donato Carrisi

E se non fossimo più capaci di distinguere il mondo reale da quello virtuale? In questo libro Carrisi pone a mio avviso anche un monito o una riflessione su come il virtuale a volte distorca la realtà o di come si possa perdere il controllo di essa. Il finale del tutto aperto lascia poi sperare ad un sequel.
Unica pecca a mio avviso è che ampia talmente tanto il raggio della storia che si ha la sensazione di perdere il filo. Ma forse questa è solo una mia sensazione.

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