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Trovati 10 documenti.

Così parlò Zarathustra
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Nietzsche, Friedrich - Chiuchiù, Lorenzo

Così parlò Zarathustra

Giunti Demetra, 01/06/2017

Abstract: Sono i maggiori critici militanti e studiosi italiani a raccontare ogni opera in 10 parole chiave: per penetrare fino al cuore dei capolavori di tutti i tempi. Edizioni integrali, testi greci e latini a fronte, traduzioni eleganti, essenziali note a piè di pagina. In più, con le tavole sinottiche, è facile collocare vita e opere degli autori nel contesto storico, letterario e artistico. "Nel suo libro più decisivo e pericoloso, Friedrich Nietzsche sceglie di ripercorrere le tracce del profeta orientale...Il nuovo logos di Zarathustra ha carattere musicale; come onde sonore attraversa i corpi e li fa prima vibrare e poi, come per contagio, li fa danzare. La potenza illusionistica e insieme redentiva di questa nuova lingua passa più per il ritmo che per il significato. Il significato stesso, il valore, diventano una delle possibili modulazioni della melodia dionisiaca. Il discorso diventa l'insieme armonico di queste infinite modulazioni. È in questo senso che Nietzsche, come scriverà in una lettera del 1883 al suo amico Peter Gast, annovera lo Zarathustra fra le sinfonie." (Lorenzo Chiuchiù)

Crepuscolo degli idoli ovvero come si filosofa col martello
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Nietzsche, Friedrich

Crepuscolo degli idoli ovvero come si filosofa col martello

Adelphi, 12/01/2017

Abstract: Il "Crepuscolo degli idoli" appartiene a quei mesi brucianti del 1888 che videro l'ultima fioritura degli scritti di Nietzsche. In questo libretto leggero, sinuoso, acuminato Nietzsche sembra cercare una pausa di temibile "ozio", un respiro all'interno della laboriosa formazione della sua grande opera incompiuta: la "Trasvalutazione". È un gioco guerresco, teatrale, che vuole aggirare, auscultare e rovesciare tutti quegli "idoli" che accompagnano la nostra storia. Il Nietzsche che qui racchiude in una abbagliante parabola la millenaria vicenda attraverso la quale "il mondo vero divenne favola" è lo stesso che, superata la soglia iniziatica nella sua critica della décadence, ne annuncia la conclusione paradossale: che l'unica critica adeguata della décadence è quella che ci obbliga ad "andare avanti, voglio dire un passo dopo l'altro più in là nella décadence".

Schopenhauer come educatore
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Nietzsche, Friedrich

Schopenhauer come educatore

Adelphi, 12/01/2017

Abstract: Questa terza "Considerazione inattuale", scritta e pubblicata nel 1874, è un'altra sfida che il giovane Nietzsche volle lanciare alla cultura moderna. Al centro, questa volta, è Schopenhauer. Ma Nietzsche non vuole qui addentrarsi nel suo pensiero, bensì prendere la sua figura come emblema del "grande uomo", del genio, categoria che l'Ottocento aveva esaltato e ora si apprestava a sgretolare. Di fronte al diffondersi di una certa generale pavidità, di fronte alla incapacità dell'individuo di sostenere se stesso come unicum, di fronte all'appiattirsi della cultura in servile obbedienza allo Stato, Nietzsche ha voluto ricostruire una fisionomia, quella di "Schopenhauer come educatore", incompatibile con quei caratteri che vedeva affermarsi sempre più intorno a lui. La grandezza, per Nietzsche, non può essere disgiunta dalla familiarità con i mostri e con il fondo feroce dell'esistenza. Eppure, solo chi è avvezzo ad attraversare l'oscuro riesce a emanare un senso perdurante di serenità: "Il vero pensatore rasserena e allieta sempre, sia che egli esprima la sua serietà o il suo scherzo, la sua penetrazione umana o la sua indulgenza divina; senza atteggiamenti tetri, mani tremolanti, occhi acquosi, ma sicuramente e semplicemente, con coraggio e vigore, forse con un certo fare cavalleresco e duro, in ogni caso però come vincitore; e proprio ciò rasserena più profondamente e intimamente: vedere il dio vincitore accanto a tutti i mostri che egli ha combattuto".

Sull'avvenire delle nostre scuole
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Nietzsche, Friedrich

Sull'avvenire delle nostre scuole

Adelphi, 09/02/2017

Abstract: Queste conferenze, scritte dal ventisettenne Nietzsche nel 1872, quando era ancora professore a Basilea, contengono alcune delle affermazioni più radicali e rivoluzionarie contro il sistema della cultura moderna che mai siano state enunciate. Nel suo tentativo di "indovinare l'avvenire" fondandosi, "come un augure, sulle viscere del passato", Nietzsche è riuscito qui a individuare il nesso fra l'educazione scolastica, anche nelle sue zone più apparentemente disinteressate, e l'utilizzazione della forza-lavoro intellettuale da parte della società e ai fini della società stessa, che sono poi quelli di "allevarsi quanto prima è possibile utili impiegati, e assicurarsi della loro incondizionata arrendevolezza". Di fronte a tale brutale intervento, ogni cultura che non voglia identificarsi con l'ordine costituito dovrà agire "contro" di esso. Dietro la spinta verso una diffusione sempre maggiore della cultura, in cui riconosceva uno dei "dogmi preferiti dall'economia politica di questa nostra epoca", Nietzsche vide dunque un proposito di oppressione e di sfruttamento, insomma l'ombra stessa dell'"economia politica" nel suo senso più generale. Apparirà perciò giustificato leggere questo testo anche come una preveggente analisi dell'industria culturale – e lo storicismo, qui attaccato frontalmente come il maligno incanto che riesce a "paralizzare" ogni impulso a mettere la cultura in immediato contatto con "l'ambiguità dell'esistenza", si rivelerà essere appunto l'agente di un enorme e nefasto processo sociale tuttora in corso.

Genealogia della morale. Uno scritto polemico
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Nietzsche, Friedrich

Genealogia della morale. Uno scritto polemico

Adelphi, 09/02/2017

Abstract: Composta da Nietzsche nell'estate del 1887 e pubblicata agli inizi dell'inverno di quello stesso anno, la "Genealogia della morale" nacque come "scritto polemico", presentandosi all'insegna di una consapevole provocazione. Alcune delle più controverse teorie sociali di Nietzsche, come per esempio la contrapposizione fra morale dei signori e morale del gregge, vengono ampiamente esposte e argomentate in queste pagine. Ma ogni riferimento sociale rimarrebbe opaco se non lo si connettesse al suo presupposto metafisico: l'indagine sull'"origine dei nostri pregiudizi morali" presuppone l'interrogativo sull'"origine del male", a cui Nietzsche dichiara di essersi dedicato sin dal suo "primo giuoco d'infanzia letterario": "a quel tempo, ebbene, com'è logico, resi l'onore a Dio e feci di lui il padre del male". Nietzsche sapeva benissimo che questo suo scritto sarebbe suonato "urtante all'orecchio". Ma sapeva anche che, nella sua epoca come nella nostra, questo è inevitabile per ogni ricerca che metta radicalmente in questione la bontà dei buoni sentimenti e si offra quale amaro antidoto alle perorazioni di coloro che "a quel che pretendono non danno il nome di rivalsa, bensì di 'trionfo della giustizia'". In quanto tale, con tutte le sue contraddizioni e dolorose tensioni, la "Genealogia della morale" rimane un saggio prezioso.

Scritti su Wagner: Richard Wagner a Bayreuth-Il caso Wagner-Nietzsche contra Wagner
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Nietzsche, Friedrich

Scritti su Wagner: Richard Wagner a Bayreuth-Il caso Wagner-Nietzsche contra Wagner

Adelphi, 20/04/2017

Abstract: L'incontro, l'amicizia e il dissidio fra Nietzsche e Wagner formano una vicenda inesauribile, che si pone sulla soglia di tutto il moderno. E non solo per l'enormità dei due amici-avversari. Ma per la natura ingannevole, enigmatica, perennemente teatrale del loro rapporto: per cui vediamo Nietzsche che, nella fase della massima venerazione per Wagner, insinua i dubbi più feroci e taglienti, mentre nella vertiginosa, beffarda prosa del "Caso Wagner" lascia intendere che il suo avversario è pur sempre il suo unico interlocutore. Così, passando dal "Wagner a Bayreuth", che è del primo, entusiastico Nietzsche, al "Caso Wagner" e al "Nietzsche contra Wagner", testi scritti o approntati negli ultimi mesi di Torino, si percorrerà una traiettoria davvero fatale. Per ricostruirla, mostrandone tutte le ambiguità, le prospettive, i rimandi cifrati, infine il carattere profetico rispetto a tutta la storia successiva della musica (e non solo di essa), sarà prezioso il lungo saggio di Mario Bortolotto, che per la prima volta ci offre una ricostruzione critica di quel rapporto adeguata alla multiforme grandezza dei suoi due poli.

Appunti filosofici (1867-1869)-Omero e la filologia classica
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Nietzsche, Friedrich

Appunti filosofici (1867-1869)-Omero e la filologia classica

Adelphi, 20/04/2017

Abstract: I testi contenuti in questo volume sono nella loro quasi totalità inediti in italiano e appartengono al periodo anteriore alla "Nascita della tragedia", situandosi così fra il servizio militare e l'ultimo inverno trascorso a Lipsia. Periodo decisivo per la formazione filosofica di Nietzsche e troppo poco conosciuto, come testimoniano innanzitutto uno scritto della primavera del 1868, in cui il ventitreenne filosofo sottopone le contraddizioni del sistema schopenhaueriano a una serrata analisi critica, e gli appunti, risalenti allo stesso torno di tempo, per una dissertazione sul "concetto di organico da Kant in poi", dove compaiono già alcuni dei temi centrali della "filosofia della vita" nietzscheana. Particolarmente importanti, poi, sono i frammenti relativi ai progettati studi su Democrito e sulla "storia degli studi letterari": nei primi Nietzsche inaugura quell'approccio "monumentale" ai filosofi preplatonici da cui nascerà la "Filosofia nell'epoca tragica dei Greci", nei secondi riflette sulla propria attività filologica e sulle possibilità e sui limiti della scienza storica in generale. Infine, nella prolusione di Basilea su "Omero e la filologia classica" Nietzsche vuol dare un esempio di come la ricerca filologica non sia condannata a un triste isolamento ma abbia il compito specifico di porsi problemi decisivi per la "vita complessiva della scienza e della cultura". Nel loro insieme questi testi modificano in modo sostanziale l'immagine corrente del giovane Nietzsche.

Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali
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Nietzsche, Friedrich

Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali

Adelphi, 20/04/2017

Abstract: "Aurora" è l'opera con cui Nietzsche si avvia verso quella "guarigione", che viene a coincidere con la sua perfetta maturità, ed è anche l'opera in cui diventa centrale la "passione della conoscenza", a cui Nietzsche si abbandonerà fino all'ultimo. Lo stile aforistico raggiunge qui uno dei suoi apici: con le sue antenne ipersensibili Nietzsche si avvicina ai temi più vari: dal cristianesimo ai valori morali moderni, dalla décadence alla "cattiva coscienza", dalla civiltà greca al romanticismo tedesco. E ce li presenta col gesto più fermo e insieme delicato, in un libro dove – egli stesso ci consiglia – si può "metter la testa dentro e sempre di nuovo fuori, senza trovare intorno a sé nulla di consueto".

La mia vita. Scritti autobiografici 1856-1869
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Nietzsche, Friedrich

La mia vita. Scritti autobiografici 1856-1869

Adelphi, 20/04/2017

Abstract: Fin dalla prima giovinezza, Nietzsche cominciò a raccontarsi a se stesso, quasi provando quello strumento che, all'apice della sua vita, avrebbe dato i prodigiosi accordi di "Ecce homo". I primi testi in cui Nietzsche afferma l'intenzione di "tenere un diario a cui affidare alla memoria tutto ciò che di triste o di lieto colpisce il mio cuore" risalgono addirittura all'anno 1856, quando egli aveva dodici anni. Da allora fino al 1869, Nietzsche riprenderà e abbandonerà più volte progetti di memorie, spesso col titolo "La mia vita", accumulando così una serie di testi che sono per noi, oggi, preziosi. L'infanzia a Naumburg, la morte del padre, la "costrizione quasi militaresca" della "veneranda" scuola di Pforta, i primi amici, le prime letture (dall'inevitabile Schiller all'allora poco noto Hölderlin), l'apparizione di Wagner, la scoperta della filologia, il formarsi di una sensibilità per così dire sotto i nostri occhi: tutto questo troviamo nel presente volume, che contiene testi finora mai tradotti in Italia. "Come pianta io nacqui all'ombra del cimitero, come uomo in una canonica": un velo di gravità e di malinconia copre questi primi anni, studiosi e nobili di Nietzsche: ma più volte sentiamo già presente fra le righe la potenzialità sconvolgente della sua persona – e fin dall'inizio è ben chiaro in lui quel senso della necessità e del destino che mai lo abbandonerà: "Una catena di eventi, di sforzi, nei quali vogliamo riconoscere gli accidenti del destino esteriore o una barocca capricciosità, si rivela poi una via scoperta dalla mano infallibilmente brancolante dell'istinto".

La nascita della tragedia
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Nietzsche, Friedrich

La nascita della tragedia

Adelphi, 20/04/2017

Abstract: Con "La nascita della tragedia", sua prima opera, pubblicata nel 1876, Nietzsche appare subito nella sua unicità, ponendo al pensiero e alla vita nuove esigenze e nuovi criteri. In queste pagine si rivela, in una splendida orchestrazione musicale, dove il respiro wagneriano regola il flusso di una prosa inaudita nella lingua tedesca, quell'intuizione totale della civiltà greca – non accertamento storico, ma al contrario intenzionale riconquista di potenti categorie, quali l'apollineo e il dionisiaco, e, dietro a esse, della perduta saggezza tragica – che aveva guidato Nietzsche agli studi classici e resterà poi per sempre la sua stella polare: qui tale intuizione si presenta in una sorta di "iniziazione letteraria, dove il rituale misterico è sostituito dalla parola stampata". Forma di per sé azzardata e dissestante, sicché appare inevitabile che il libro provocasse grande scandalo nel mondo accademico; così avvenne, e fu un grande filologo, Wilamowitz, ad attaccare direttamente Nietzsche. Ma, anche per quanto riguarda la realtà storica, si può dire che il tempo ha agito in favore di Nietzsche: in questi cento anni, di fatto, il rigore filologico non può vantarsi di aver raggiunto grandi certezze sulle origini della tragedia greca – e, nella tenebra abbagliante di quegli inizi, certe singole osservazioni di Nietzsche e soprattutto la caratterizzazione del dionisiaco, che Nietzsche qui ha descritto per la prima volta nella sua opera, restano indispensabile riferimento.