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Le poche cose certe
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Farinaccio, Valentina

Le poche cose certe

Milano : Mondadori, 2018

Abstract: "Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l'ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose." È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L'ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un'isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare. Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall'inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c'è forse l'ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.

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sbp47803
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"Arturo era stato a un passo da ogni cosa, questo il nodo intricato della sua esistenza. Vicino alla morte, vicino all'amore. E tutto aveva mancato, e tutto aveva sporcato. Se a qualche scrittore fosse venuta la pazza idea di infilarlo in un romanzo, un essere umano così, il lettore avrebbe avuto il diritto sacrosanto di liquidarlo con due schiaffi immaginati. Inetto, pauroso, ingrato nei confronti di una vita che lo aspettava, Questo è uno di quei libri dai quali, vedendo la cartolina, ti aspetti tutto ma non di salire su un tram e di dover leggere una storia così. Si perchè con quei suoi capitoli "andata" e "ritorno" ti fa venire un po' il mal di mare. Come quando il tram va a singhiozzo. Ma sono proprio questi capitoli che ti raccontano la storia. Il passato e il presente, il presente e il passato. Con un personaggio Arturo, che per certi versi ti fa pena, e tanti altri che gli fanno da contorno. Alla fine non sai se il libro ti sia piaciuto oppure no, ma l'originalità con il quale è stato scritto è davvero vincente!

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