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Gli ultimi messaggi del Forum

Nome in codice Hélène - Ariel Lawhon

Storia che si colloca nella parte finale della seconda guerra mondiale, in Francia, nel contesto dei Maquis. Nancy Wake è realmente esistita ed ha contribuito in modo importante al salvataggio di migliaia di persone, oltre ad aver organizzato i vari gruppi di Maquis. Bellissimo racconto di determinazione e generosità. Consigliato.

Le schegge - Bret Easton Ellis

Se cercate un libro letteralmente inzuppato di rapporti etero ma più che altro omosessuali, descritti senza remore, l'avete trovato.
Se cercate le gesta macabre - e crudeli oltre il limite della perversione - di un maniaco, anche queste plasticamente rese vive senza bisogno di scomodare la fantasia, siete sempre nelle pagine giuste.
In una Los Angeles inizio anni '80, tra feste, droga e ragazzi viziati è tornato un Maestro, trovategli un posto.

Il dolore non esiste - Ilaria Bernardini

Come raccontare in profondità di un rapporto padre/figlia molto tormentato, quasi tossico, rimanendo comunque in punta di penna per la delicatezza con la quale l'autrice racconta e si racconta. Imperdibile sia per i genitori che per i figli.

La città autistica

La città autistica di Alberto Vanolo.

Non chiedetemi perché questo libro sia finito nella mia borsa, ma tantè…
Piccolino, scritto da chi conosce bene la tematica, va letto con molta calma, visto che gli spunti di riflessione sono tantissimi.
“Proviamo a immaginare un altro tipo di città, aperta alla differenza. Uno spazio dove ripensare l’incontro con le neurodiversità e dove sperimentare altri ritmi, relazioni, e modi di vivere. Una città così, orgogliosamente autistica, avrebbe molto da offrire.”
Il libro è diviso in capitoli, il primo si intitola “il potere delle categorie”.
“L’autismo è comunemente inteso come disturbo dello sviluppo caratterizzato da difficoltà delle interazioni sociali e nella comunicazione, oltre a interessi limitati e a comportamenti ripetitivi” […]
“L’autismo non è una malattia e non è sempre sinonimo di disabilità. Certamente può essere inabilitante, difficile o doloroso per molte persone e famiglie come ho sperimentato sulla mia pelle. Si possono però sviluppare differenti linee argomentative che sottolineano la necessità di un ripensamento della categoria e di una sua depatologizzazione.” […]
“L’autismo è un modo di essere, un’esperienza pervasiva che colora qualsiasi situazione, sensazione, pensiero, emozione o incontro. Non è possibile separare l’autismo dalla persona, e se anche fosse possibile, la persona che ne risulterebbe non sarebbe più la stessa”.
Spesso leggendo questo libro mi sono ricordata del film “Rain man” ma ho capito quanto l’associazione spesso non sia corretta, in quanto esistono molte forme di autismo e molte sfumature delle stesso.
Il secondo capitolo riguarda lo spazio.
“Le persone autistiche, in condizioni di stress, fragilità o eccesso di stimoli sensoriali, possono sovraccaricarsi fino a generare un crollo improvviso che può manifestarsi in maniere differenti, come urla fuori controllo, pianto inconsolabile, disperazione e, in generale, reazioni psicofisiche molto intense o addirittura violente”.
Ho pensato alla difficoltà di queste persone a vivere in una società piena di luci, suoni, rumori, dove la gente corre e non cammina, dove i tempi sono molto stretti. Mi ha fatto piacere però leggere anche che alcune catene di supermercati hanno predisposto fasce orarie “tranquille” con luci basse, niente musica, proprio per aiutare le persone autistiche ad avere un piccolo luogo dove poter vivere secondo i loro “modi”.
Il terzo capitolo riguarda la vita urbana, ma in questo caso c’è veramente ancora tanto lavoro da fare.
Il quarto capitolo che si intitola “Tattiche queer” sinceramente parlando non l’ho capito e ho fatto pure fatica a leggerlo.
L’ultimo capitolo “Per una città autistica”, l’autore fa tutta una serie di considerazioni e riflessioni per rendere le città più vivibili per tutti.
Spesso leggendo questo libro mi sono chiesta come sia vivere con ritmi diversi dai nostri, con modalità diverse, ma ovviamente ho fatto molta fatica ad immedesimarmi. Certo entrare in un supermercato senza musica e con le luci basse a me non cambia molto, ma sicuramente ad una persona autistica si. Spero che tanti altri supermercati in futuro inizino almeno a sperimentare questi “orari tranquilli” e chissà che magari non giovi pure a noi rallentare un pochino i nostri stili di vita.

Altrove - Nicolò Govoni

"Nessun cadavere sul Ponte di Po stamattina. Grazie a Dio".
Inizia così questo libro di Nicolò, un libro sicuramente diverso dagli altri. Ambientato a Cremona, sua città natale, è un misto tra giallo e fantasy, ma avendo sempre cura di parlare di immigrazione.
"Buffa cosa, la verità, no? Ogni essere umano ha la sua, eppure ognuno si comporta come se la propria fosse l'unica possibile, come se si potesse davvero arrivare a una versione dei fatti, una visione delle cose che sia veramente universale."
Questa parte mi ha fatto ritornare in mente quando facevo la volontaria in un centro di accoglienza per i profughi siriani. Spesso mi lamentavo perchè non accettavano questo o quel vestito, loro, che scappando dalla guerra di certo non erano arrivati da noi con le valigie. Ricordo ancora le parole di un volontario originario dell'Africa: "tu pensi e giudichi secondo la tua cultura, che non è la loro".
"Che l'essere stranieri è nella maggior parte dei casi una scelta di chi accoglie anzichè una caratteristica di chi arriva".
Un libro che si legge bene, che ti fa riflettere e che non dimenticherai facilmente.

Il vecchio e il mare - Ernest Hemingway

L'ha preso mia figlia, dal momento che ha usato la mia tessera lo commento io.
La grandezza di Hemingway è tutta in dettaglio: scrive un libro potenzialmente noiosissimo, ne esce un capolavoro che si lascia leggere a 15 anni come a 50. Eterno.
Per chi suona la campana, a mio parere, è invece di una noia mortifera.

Piccoli suicidi tra amici - Arto Paasilinna

Dopo aver letto questo libro ho provato la stessa sensazione di quando si pranza in un ristorante che tutti ti hanno consigliato e dove loro hanno mangiato benissimo, ma a te hanno portato una minestrina di dado, oltretutto tiepida.
Sembra quasi di aver letto il copione di quello che potrebbe diventare un divertentissimo film comico, ma del quale poi si sono dimenticati di girare le scene.
Senza tenerla tanto lunga, credo di essermi spiegato: il libro non mi è piacito per niente.
Ho sempre visto del potenziale umorismo, spesso surreale, che però non è mai venuto completamente alla luce.
Peccato.